Noto per i suoi modi gentili, la voce roca e folti capelli bianchi, Antonio Carluccio, il tanto amato chef e scrittore italiano, Padrino della gastronomia italiana, ha recentemente festeggiato 50 anni di promozione della cucina italiana. La sua carriera ha avuto inizio a Vienna quando nel 1958, all'età di 21 anni, inizio’ a preparare pasta per se ed i suoi coinquilini. Nel 1975 Antonio si trasferì a Londra dove, mentre apprendeva l’inglese, lavoro’ come rappresentante di vini italiani. E nel 1981 Antonio assunse la gestione del famoso Neal Street Restaurant di Covent Garden, che vide aprire accanto al ristorante, una delikatessen di prodotti italiani. Il successo fu immediato. Qualche anno piu’ tardi Antonio inauguro’ il suo primo Caffè Carluccio's a Market Place, Londra. Oggi, Carluccio gestisce oltre 45 ristoranti nel Regno Unito. Nel 1983 Antonio appari’ per la prima volta in televesione (BBC 2) introducendo la cucina mediterranea. Subito dopo gli fu chiesto di scrivere il suo primo libro, ‘An Invitation to Italian Cooking’. Seguirono altri diciotto libri pubblicati in tutto il mondo e altrettanti programmi televisivi. Antonio Carluccio's Northern italian Feast e Southern Italian Feast, furono programmi di grande successo. Nel 1998 il Presidente Italiano ha conferito ad Antonio Carluccio il titolo di Commendatore della Repubblica; nel 2007 Elisabetta ll d’Inghilterra ha insignito allo stesso il titolo di OBE (Order of the British Empire).
(In coda all’intervista troverai alcuni link utili nel campo dell'Arte Culinaria)
Accademia Apulia ha posto ad Antonio Carluccio le seguenti domande:
Antonio Carluccio, Padrino della gastronomia italiana, come è nata questa passione per la cucina? Tutto e’ cominciato per necessita’, cioè quando, da studente, lontano da casa ho dovuto prepararmi da mangiare da solo. Nonostante mia madre avesse 6 figli, preparava sempre piatti deliziosi. Così iniziai a cucinare ricordando il sapore della sua cucina. E sapevo che ero sulla strada giusta perché i miei compagni continuavano a chiedermi di cucinare.
Il Presidente della Repubblica Italiana le ha conferito il titolo di Cavaliere della Repubblica e la Regina Elisabetta ll le ha consegnato il titolo di OBE. Più recentemente, e' diventato anche un membro onorario di Accademia Apulia. Non male per un ragazzo che ha cominciato a cucinare la pasta su un fornello a gas. Come la fanno sentire queste grandi conquiste? Sono molto onorato, ma nessuno di questi titoli mi esalta, perché chiunque potrebbe conseguirli lavorando così come ho fatto io. Sono anche un po’ fortunato, perché forse ho incontrato le persone giuste al momento giusto. Pero’ devo dire che la mia passione per il cibo, la sua storia è molto vicina al mio cuore - questa è la formula vincente in tutto quello che ho fatto finora.
Che cosa pensa attragga i giovani a diventare chef? C’e’ abbastanza glamour associato a questa professione. Credo che in primo luogo, l’attrattiva più importante, debba essere il desiderio ed il piacere di cucinare. La celebrità viene dopo, magari quando un giorno ti ritrovi a scrivere il tuo primo libro.
Lei ne ha già pubblicati diversi. Sì, diciotto.
Possiamo sperare in un altro libro? Si, ne sto scrivendo un altro.
Può dirci di cosa si tratta? Sto scrivendo la mia biografia. Ho deciso di intraprendere questo progetto per scoprire chi sono. La mia vita è molto sfaccettata - gli ultimi venti anni sono stati travagliati. Adesso è il tempo per riflettere. Consiglio a chiunque di scrivere un diario perché l’effetto e’ benefico.
Ma quando va in pensione, Antonio? Andare in pensione? Andare in pensione e’ morire.
Nel settembre 2008 ci sono state alcune speculazioni circa il fatto che lei abbia sofferto di un esaurimento. Si, si e’ trattato di un cambiamento di direzione, compreso il divorzio. Ho cominciato a vedere il mondo con una luce diversa. Adesso tendo ad essere più curioso ed entusiasta della vita - ho tante belle cose ancora da fare.
"Je ne regret rien" se potesse tornare indietro, c'è qualcosa che farebbe in modo diverso? No, assolutamente no. Io sono il risultato di tutti gli alti e bassi che hanno caratterizzato la mia vita. Se eliminassi tutti i bassi, come avrei mai potuto imparare e apprezzare la complessità della vita?
La cucina non è l'unica cosa che la tiene occupata. E' impegnato con molte organizzazioni caritatevoli, come per esempio, The Warrior Program. Si, si tratta di una meravigliosa organizzazione che aiuta i soldati provenienti da zone afflitte da guerre a riprendersi dagli effetti psicologici e fisici che essa provoca. Il mio ruolo consiste nell'insegnare loro come cucinare, ma soprattutto, desidero offrire loro un po’ di meritate attenzioni.
E’ vero che "il denaro non compra la felicità", ma compra tutto il resto? Certo che mi piace il denaro, ma i soldi non devono essere il solo obiettivo nella vita, ciò sarebbe fin troppo triste. Ritengo che con un approccio professionale in quello che uno fa, il danaro viene da sé - non c'è bisogno di cercarlo.
Cos’ è la speranza per Antonio Carluccio? La mia speranza più grande è che i leader religiosi smettano di combattersi l'un l'altro e utilizzino energia per creare unità e forza comune.
Qual e’ secondo lei un fattore unificante per le fedi? Ti racconterò una piccola storia. Conoscevo un grande uomo ebreo che ogni qualvolta lo incontravo mi diceva una massima. Una volta mi disse: "se hai uno scellino ed io ho uno scellino, avremmo uno scellino ciascuno. Ma se per qualche motivo mi servono due scellini per comprare qualcosa, non potrei farlo. Ma se tu hai un'idea ed io ho un'idea, allora possiamo usare entrambe le due idee". Credo che questa metafora sia alla base di ogni comunicazione. Dividere con gli altri un’idea può essere più produttivo che tenersela tutta per se.
Dopo dieci anni d'impegno nello sviluppo della catena Carluccio, oggi non e' più un direttore. E’ vero, pero’ ora sono un consulente per la società, impegnato con i nuovi menu e nella formazione dei nuovi chef.
E' vero che ha avuto anche Jamie Oliver come apprendista chef pasticcere nel suo ristorante di Neal Street? Sì. Jamie è stato bravissimo sin dall’inizio. La sua carriera è eccezionale.
Quali sono le qualità di un bravo chef? Prima di tutto, una passione per la cucina, un buon palato e grande ‘appetito’ per tutto quanto riguarda la storia e la sperimentazione della cucina.
Qual è il suo messaggio per gli aspiranti giovani imprenditori? Dirò loro la storia della farfalla che cadde in un bicchiere di latte. La farfalla triste penso’ che la fine era vicina quando, avendo sbattuto le ali, scopri’ di aver trasformato il latte in burro.
L'Accademia Apulia UK suggerisce i seguenti Link per una carriera nell'Arte Culinaria