Laura Whitby - Program and Development Manager per Living Earth
Laura e’ laureata in Beni Culturali. Durante il percorso di studi ha lavorato come volontaria per la Survival International nello storico “caso giudiziario Boscimani” in Botswana. Ha poi lavorato per due anni presso la Plan UK come Corporate Fundraiser, dove ha svolto un ruolo chiave nello sviluppo di un’operazione di micro-finanza di ampio respiro con una banca leader a livello internazionale, oltre ad aver gestito il finanziamento di una serie di grandi e piccoli progetti aziendali. Laura ha un’ampia esperienza nello sviluppo e nel finanziamento dei partenariati pubblici e privati e nel 2008 ha iniziato la sua collaborazione con “Living Earth” come Programme and Development Manager nelle sue attività in Alaska.
(In coda all’intervista troverai i link utili per la professione di Development Manager)
L'Accademia Apulia UK ha posto a Laura le seguenti domande:
Lei lavora come Program and Development Manager per Living Earth - qual è la missione di questa organizzazione? Si tratta di un’organizzazione di sviluppo sostenibile che aiuta le diverse comunità a soddisfare le proprie necessità nel presente, senza compromettere la loro capacità di soddisfare queste necessità in futuro.
Qual è l'aspetto più interessante del suo lavoro? Siamo un'organizzazione abbastanza piccola il che’ significa che lavoriamo in un ambiente flessibile e innovativo rispetto alle grandi organizzazioni per le quali ho lavorato in passato.
Qual è la capacità più importante necessaria all’adempimento del suo ruolo? Flessibilità. Bisogna essere estremamente flessibili e aperti alle opportunità. Queste sono capacità indispensabili per chi, come me, lavora in regioni Artiche, sulla Tundra. Per esempio, si possono programmare una serie di appuntamenti complicatissimi da organizzare e nulla avviene così come hai programmato perché le situazioni cambiano ogni istante e devi essere preparato a fronteggiarle senza esitazione.
La 'lunga conversazione' è il nome che LIVING EARTH ha dato ad un processo di dialogo intrapreso con la comunità dell’Alaska - come procede la ‘conversazione’? Abbastanza bene, è nelle sue fasi di sviluppo, e ci da molte informazioni delle popolazioni con le quali lavoriamo. Si tratta di un progetto teso a raggiungere le persone che vivono nelle comunità più remote e che non sono a loro agio nell’esprimere la loro opinione in pubblico, che non sono abituate a discutere con le istituzioni pubbliche e che non riescono a fronteggiare le aziende che presentano problemi etici. E’ gente semplice, che vuole vivere una vita tranquilla, ma che, come tutti coloro che vivono in Alaska, ha problemi ambientali, sociologici ed economici.
Pensa che le comunità dell’Alaska e le industrie ‘parlino’ la stessa lingua? No, non direi. Questo è uno dei nostri obbiettivi, ossia facilitare il processo di comunicazione.
La sua esperienza come Program and Development Manager mira a collegare le imprese profit con quelle non-profit. Crede che sia possibile gestire un’azienda senza scopo di lucro senza un atteggiamento di profitto? E’ difficile. In Alaska lavoriamo con l'industria petrolifera che, ovviamente, e’ motivata dall’estrazione mineraria che vende secondo target particolari - una realtà, quindi, dalla quale non si può scappare. Ma dobbiamo continuare a fare il nostro lavoro e parlare con la gente e far veder loro i progressi che si stanno compiendo, per renderli più partecipi di quanto accade intorno a loro.
In quale maniera il microcredito (micro-finance ) aiuta le comunità? Offre alla gente l'opportunità di risparmiare soldi che non finiscono in grandi banche, ma che, invece, sono destinati a progetti per la comunità. Le comunità hanno una “cassetta comune” nel proprio villaggio alla quale le piccole imprese possono attingere per avviare una nuova attività prendendo soldi in prestito ad un tasso d'interesse fisso - a volte piuttosto alto.
Perché alto? Non sono forse queste persone provenienti da comunità con pochi o, addirittura, senza soldi? Perché il tutto e’ basato sul principio di un business vero e proprio, i cui benefici sono pero’ destinati alla comunità e sembrerebbe che funzioni perfettamente. E’ stato registrato un tasso di inadempimento o fallimento dello 0%, il che’ significa che tutti pagano puntualmente le proprie cambiali.
Lei e’ una mediatrice impegnata nei gemellaggi 'Polar pairs' per le scuole sul versante Nord Slope (Alaska) e in Aberdeenshire (Scozia del Nord). Com’e’ nato questo programma? Esiste un legame storico tra le due regioni: i balenieri scozzesi andavano a caccia di balene nel versante nord dell’Alaska. A questo si aggiunge che, così come in Alaska, anche in Aberdeenshire l’estrazione del petrolio ha cambiato l'economia delle comunità locali. Fino a poco tempo fa’ questi erano luoghi economicamente non sviluppati, basati prevalentemente sulla pesca, ma che l’estrazione petrolifera ha cambiato per sempre.
Cos’e’ il programma di gemellaggio delle scuole? Il petrolio porta con se’ nuove opportunità e nuove sfide. Un grande afflusso di gente raggiunge queste aree in cerca di lavoro e di scuole per i propri figli. Se proprio uno deve convivere con una piattaforma petrolifera al largo delle proprie coste che influisce sulla pesca, tanto vale sfruttare le opportunità di lavoro che essa genera. Questo è qualcosa che il sistema d’istruzione e formazione non comprende perché si tratta di un fenomeno del tutto nuovo. E' uno degli aspetti principali del programma di gemellaggio; in esso, gli insegnanti scambiano le proprie esperienze fatte nelle rispettive realtà.
Quanto successo ha riscontrato questo programma? Il programma e’ attivo da 3 anni, ed è molto popolare nei distretti scolastici sia nel Nord Alaska che in Aberdeenshire. In poche parole, si raggiungono le comunità e si interscambiano i contatti.
Che tipo di scuole sono coinvolte nel programma? Si tratta prevalentemente di licei, anche se vi partecipano alcune scuole di medie. Comunque, siamo focalizzati prevalentemente sugli adolescenti poiché questi iniziano a pensare al loro futuro.
Siete anche coinvolti nella raccolta di fondi per sostenere le iniziative in Alaska? Sì, sono necessari molti soldi per portare avanti il progetto, il costo della vita e’ alto, non ci sono strade tra i villaggi e tutto deve essere costruito.
Qual e’ la relazione tra gli ambientalisti e questa area del Mondo? E 'uno spazio di enorme fascino per gli ambientalisti. Questo è un luogo dove operano i cacciatori di balene e di orsi polari, che ahimè si stanno estinguendo e la tundra e’ in pericolo. E’ una zona calda rispetto alle questioni ambientali.
Durante la sua carriera e’ stata in contatto con molte comunità lontane, trascorrendo molto tempo in diverse parti del mondo - come le altre culture hanno influenzato la sua prospettiva di vita? Mi ha insegnato molto su come sia necessario modificare le strategie e gli stili di comunicazione in base ai diversi contesti.
Possiede una solida esperienza sia come volontaria che come manager nel supporto dei paesi in via di sviluppo, può dirci come la sua esperienza passata l’ha aiutata a diventare la professionista che e’ oggi? Il lavoro di volontariato è molto importante - si sviluppa un certo grado di umiltà, oltre a sviluppare un’idea generale del lavoro in cui si e’ coinvolti. Il lavoro di volontario consolida anche abbastanza velocemente la tua personalità. E’ un settore in cui e’ difficile entrare anche se non si e‘ pagati.
Per quanto tempo bisogna essere volontari prima di essere assunti? Io sono stata fortunata perché ho fatto la volontaria solo per quattro mesi, che non è niente considerando che adesso gestisco dei volontari che sono tali da anni. Qual è un requisito essenziale per diventare un volontario per un'organizzazione come la sua? Bisogna fare qualche ricerca perché c'è una quantità enorme di opportunità nel settore, ma è necessario scegliere l'organizzazione giusta. Fare volontariato per una grande organizzazione, significa spesso passare la maggior parte del proprio tempo a riempire buste;viceversa lavorare per una piccola organizzazione significa spesso non avere nulla di concreto da fare. Al contrario, le organizzazioni di medie dimensioni hanno spesso un particolare progetto da sviluppare o una zona da seguire e non hanno sufficiente personale per fare tutto e quindi voi potreste proporvi e far parte del progetto.
Qual è il suo messaggio per aspiranti professionisti che vogliono avviare una carriera nel suo campo? Finché siete veramente interessati a fare quello che maggiormente desiderate, c'è sempre spazio anche se questo significa iniziare a lavorare senza essere pagati. Se invece avete raggiunto una posizione lavorativa retribuita, il che’ e’ possibile, dovete realmente interessarvi alla cultura, al popolo e alle problematiche che riguardano il paese nel quale lavorerete. Godetevi tutte le opportunità connesse a quell’area.
Accademia Apulia UK suggerisce i seguinti link per una carriera in Development Management