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Onorevole Elvira Savino

Intelligente, giovane e bella, Elvira Savino, trentenne, deputata pugliese della XVI legislatura, ha conquistato Montecitorio sin dal primo giorno. Brillante passato accademico, spiccata peronalita' e concreta esperienza professionale sono alla base della sua nomina.
Dopo essersi diplomata nel liceo scientifico "Sante Simone" di Conversano (citta' in cui risiede) si è iscritta alla facoltà di Economia e Commercio dell'Università di Bari dove si è laureata nel 2003 con 110 e lode. Successivamente si e' distinta con corsi di specializzazione, prima alla Camera di Commercio di Bari - Processi Aziendali e Leadership, poi all'Ateneo Impresa a Roma - Master in Relazioni Pubbliche Europee.
Lavoro. Da aprile del 2004 ha operato in qualità di Project Manager Assistant, per la società Business International (specializzata in formazione manageriale). Entra nel mondo della politica nel 2005 lavorando nell'ufficio stampa e comunicazione dell'UDC. E proprio qui è maturata la vocazione politica di >> Elvira Savino che la vede eletta nel Parlamento dell Repubblica italiana nel 2008. Da allora condivide i valori, gli ideali e le esperienze del Popolo della Libertà.. E' Componente della VI Commissione Finanze, allla quale è stata deputata a inizio legislatura.

L'Accademia pone alcune domande all'Onorevole Elvira Savino 


Deputato della Repubblica. Cosa rappresenta per te la politica?

La politica rappresenta di certo una passione. Ovviamente si tratta di una passione "complessa" che richiede un impegno particolare perché il suo requisito essenziale è rispondere alla volontà popolare. Diventare deputato vuol dire essere investiti di una grande responsabilità, per me è stato anche un onore, per questo riverso nell’attività politica tutto il mio impegno. Penso ad una politica che abbia particolarmente a cuore l’educazione delle nuove generazioni all’interculturalità, attenta alla famiglia, che renda sempre più concreto il principio di giustizia sociale. C’è sempre più bisogno di un sistema politico forte, che garantisca sicurezza, libertà e benessere per tutti.

Per me la politica è quindi relazione, condivisione e ascolto e deve sempre porsi al servizio dei cittadini.

Qual è l'aspetto del tuo lavoro che più ti affascina - come si svolge la giornata di un deputato?

Una delle cose che mi rende sicuramente più fiera è il fatto di potermi adoperare in prima persona a favore dei cittadini ed in particolare per la mia terra, la Puglia. Penso ai progetti riguardanti l’ammodernamento delle infrastrutture, la lotta alla disoccupazione giovanile, l’emersione dal lavoro nero, la pressione fiscale. Questi sono problemi molto seri che attanagliano il nostro Sud, ma sono convinta che troveranno gradualmente una soluzione. Ciò sarà possibile in primo luogo liberando noi stessi dall’atteggiamento vittimista che ci ha spinto a chiedere sempre e solo assistenza, e anche grazie all’approvazione della legge sul federalismo fiscale. Con il sistema di tassazione e spesa a livello decentrato le risorse verranno indirizzate verso usi più produttivi e priorità più urgenti per il singolo territorio, rendendo tutta la struttura dello Stato più razionale, efficiente e meno costosa, con una considerevole riduzione del prelievo fiscale su cittadini e imprese. Le amministrazioni locali saranno obbligate ad essere più responsabili, gli amministratori risponderanno direttamente del loro operato, di conseguenza solo quelli più attenti saranno premiati. Seguirò l’iter di approvazione della legge sia nell’ambito della Commissione Finanze di cui faccio parte che in aula. Per rispondere alla seconda parte della domanda, la mia giornata comincia sempre con la lettura dei principali quotidiani e prosegue con lo studio dei provvedimenti, eventuali proposte emendative, o interventi in commissione e in aula. Inoltre seguo personalmente il mio sito internet. Pubblico ogni settimana un mio editoriale sui principali temi dell’agenda politica e rispondo alle domande dei lettori. Un modo, spero, per rendere la politica più vicina ai cittadini, una sorta di "camera con vista" privilegiata.

Per molti sei un simbolo di innovazione, ma in una terra di tradizioni come la Puglia quale strategia adotti per persuadere coloro che resistono ai cambiamenti?

Mi rendo conto che il cambiamento spesso incontra resistenze, specie al sud. Ma io guardo con occhi diversi la mia Puglia e la giudico un po’ un’eccezione. Credo che i pugliesi abbiano una sorta di attitudine naturale ad essere cosmopoliti, aperti, e non ho mai avuto la percezione di un atteggiamento di chiusura nei confronti delle novità e del progresso. Oltre al profondo legame con la propria terra, si contraddistinguono infatti per un forte spirito di innovazione che li rende intraprendenti e attivi, ed io mi identifico molto in questo modello! In generale, comunque, laddove un’abitudine o un comportamento è radicato nel tempo è sicuramente difficile ottenere da subito un consenso unanime per modificarlo. Tuttavia, se analizzo con attenzione la dinamica psicologica dei cambiamenti, ritengo che siamo tutti estremamente disponibili ai cambiamenti che in linea di massima migliorano la nostra condizione. Il fatto è che spesso il miglioramento non è evidente nell’immediato. La gestione di una fase di cambiamento richiede dunque molta attenzione ad aspetti legati alla comunicazione, al saper capire il contesto degli altri, infondere fiducia, trasmettere un atteggiamento positivo, riuscire a trovare soluzioni concrete, per stimolare un senso di partecipazione e responsabilità. Il cambiamento richiede una spiegazione chiara e sintetica affinché se ne possa percepire in modo semplice l’utilità. Credo che l’impegno prioritario di un buon politico convinto delle proprie idee sia quello di comunicare con semplicità e chiarezza. Inoltre sono certa che i pugliesi, in particolare, hanno compreso che non è necessario chiudersi al nuovo e ai cambiamenti. Sono certa che saranno in grado di sviluppare sempre di più la capacità di allargare ed includere. Credo che questo sia l'unico modo per crescere: aprirsi alle novità, senza però rinnegare la propria origine e identità.

Una figura femminile nella tradizione culturale meridionale, e italiana in generale, gioca senza dubbio un ruolo di spicco. Cosa ti risulta più facile e cosa più difficile nell'arena politica?

Sicuramente oggi fare politica è più facile per una donna rispetto al passato, infatti, molti tabù sono finalmente superati. Una prova di ciò è la rappresentanza femminile nel mio partito, il ruolo attivo che le donne svolgono all’interno di esso, il sostegno e la stima professionale da parte dei colleghi, ma soprattutto la presenza di quattro donne ministro al governo.

Personalmente, come donna del Sud, credo di rappresentare molte delle caratteristiche della mia terra; prime fra tutte la sua forza e la sua vocazione a scoprire e guardare avanti.

Come tutti i pugliesi, metto passione in tutte le cose che faccio, sono sempre mossa da una grande carica emotiva. E’ questo, forse, il segreto dell’originalità ed autenticità della donna meridionale: vivere "con tutto il cuore" pur conservando spirito pratico e concretezza.

Per quanto concerne l’attività politica in senso stretto, anche se in prima battuta può risultare magari più facile per noi donne farci ascoltare, accade spesso che per avere un ruolo di rilievo nelle fasi decisionali dobbiamo tirar fuori gli artigli. Ed è probabilmente in questo che dobbiamo allenarci, ovvero nel riuscire ad abbandonare inutili forme di vittimismo che ci distraggono dalle nostre potenzialità e concentrarci su ciò che siamo certe di saper fare, su ciò che giudichiamo opportuno. Non solo quote rose, ma forza delle idee.

Qual è la figura politica femminile che più ammiri?

Stimo molto Stefania Prestigiacomo. Una donna che da diversi anni gestisce con successo importanti incarichi di governo senza trascurare le responsabilità familiari. Ricordo il ruolo strategico che come ministro dell’ambiente ha saputo conferire all’Italia in ambito europeo, durante la fase di approvazione del pacchetto clima-energia. Apprezzo anche Giorgia Meloni che, sin da giovanissima ha saputo acquisire nelle istituzioni spazi di grande rilievo, grazie unicamente alle sue capacità ed alla sua preparazione .

Indubbiamente la nomina a Deputato e' stato un grande traguardo per te e per la Puglia, ma qual e' stato un momento particolarmente difficile? Come lo hai superato?

La mia nomina ha rappresentato per me un momento di grande affermazione. Come ho già detto, l’ho vissuta e la vivo tutt’ora come un onore ed al tempo stesso come un grande carico di responsabilità. Il momento che ricordo con più emozione è quello della campagna elettorale. Io mi ci sono immersa completamente vivendo momenti di concreta esaltazione che mi veniva dal confronto così ravvicinato con le platee. Mi sono dovuta confrontare con modalità di comunicazione e aspettative dei miei interlocutori del tutto nuove per me. Penso ad esempio alle conferenze, ai dibattiti, ai comizi. La cosa a cui più tenevo, e per la quale mi sono spesa con tutte le mie energie, era far arrivare il mio messaggio, le mie convinzioni e la mia carica alle persone che mi ascoltavano, in modo da riuscire ad instaurare con l’elettorato un rapporto di fiducia completo. Ad oggi direi che le risposte sono state ampiamente positive. Ho superato questo periodo grazie alla fiducia in me stessa, alla volontà, all’impegno e alla passione. Come ho detto, non bisogna mai piangersi addosso, ma investire nelle proprie idee ed essere sempre positivi e ottimisti.

Qual e' il tuo messaggio per i giovani pugliesi in giro per il mondo in cerca di affermazione?

Conosco tanti giovani pugliesi impegnati nelle attività più diverse lontano dalla Puglia. Io stessa ho studiato e lavorato fuori, ho imparato molto e sono fiera di poter adesso mettere a disposizione della mia terra il mio impegno di questi anni. Mi sento di rassicurare i ragazzi che sono lontani perché confrontarsi con realtà diverse rappresenta sempre un elemento di crescita. Sono certa che ci renderanno orgogliosi di quanto stanno facendo, come non dubito che con la vivacità, la voglia di fare e l'ingegno che li contraddistinguono saranno in grado di superare le difficoltà e gli ostacoli che inevitabilmente incontreranno. Il mio suggerimento è di essere aperti, duttili, pronti al cambiamento, di avere coraggio e generosità. Questo è ciò che ho fatto io, cioè affrontare le prove di ogni giorno con la dovuta responsabilità, ma anche con quel pizzico di audacia necessaria per realizzare i propri sogni.

Qual è il tuo libro preferito? E Il film?

Tendenzialmente sono una persona molto curiosa, cerco di non limitare mai i miei orizzonti, mi piace tutto ciò che è nuovo. Per questo penso sempre che il "mio preferito" sia sempre il prossimo! In ogni caso da ragazzina ho pianto leggendo "Il Rosso e il Nero" di Stendhal. Mi è piaciuto molto "Il paziente inglese" di Anthony Minghella. Ma sono certa che pensandoci più a lungo potrei citare molti altri libri e molti altri film!

Dovendo scegliere di vivere in un'altra nazione, quale città sceglieresti?

New York. La prima ragione, forse un po’ banale, è il senso dello spazio: amo tutto ciò che è grande, l’idea di un confine non limitato. E’ paradossale ma trovo più rassicurante non sapere cosa accade, l’idea che ci sia sempre qualcosa di nuovo da scoprire e mai nulla di scontato. Una città come New York è tutto questo e molto altro. Vivrei a New York per il senso di libertà, di indipendenza, per il concetto di pari opportunità e di tolleranza che questa magica metropoli non solo rappresenta come idea, ma offre concretamente.

 Qual e' il prossimo sogno da realizzare?

Il mio più grande auspicio e desiderio professionale è quello di riuscire a raggiungere, con il mio impegno, risultati concreti soprattutto per il mio territorio. Vorrei che i miei elettori fossero soddisfatti del mio operato e riuscire in questo traguardo mi renderebbe veramente fiera. Data poi l’eccezionalità del momento che vivo, mi permetto di divagare un po’ anche sulla mia vita privata e penso che tra pochi giorni, con la nascita di mio figlio, realizzerò il sogno più grande!

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