Umberto Sangiovanni - musicista
Umberto Sangiovanni, pianista e compositore Foggiano, riscopre la musicalita’ del dialetto di Capitanata riscrivendo la musica di anitichi canti contadini immersi in un Jazz d’autore. Con Daunia Orchestra Umberto ha formato una mini orchestra composta da pianoforte, batteria, chitarra, fisarmonica, clarinetto e le voci di Rossella Ruini (La Controra e Calasole) e Sara Sileo (Sciamboli e Nuovi Inverni).
Umberto tenuto concerti in formazione jazz in rassegne prestigiose tra le quali: Roma Jazz Festival (2002),Dolce Vita Jazz Festival – Roma (2003),Radio Rai 3 Suite (2004), Concerti del Quirinale (2005),Valladolid Jazz Festival (Spagna),Notte della Taranta (2006) Istituto Italiano di Cultura – Londra (2009).
Discografia: “Travels" (1997); "Secrets" (1999), "Live" (2000, “La Controra” (2006), “Calasole” (2006); Sciamboli e Nuovi Inverni (2009).
L’Accademia pone a Umberto Sangiovanni alcune domande:
Sei un pianista jazz, fisarmonicista e compositore impegnato al recupero della tradizione popolare della Daunia dove si parla un dialetto, una lingua che intreccia campano, arabo e slavo. Qual e’ la reazione dei giovani alla tua musica?
I giovanissimi sono incuriositi da queste sonorità;certo,non è il tipo di musica che sono abituati ad ascoltare, ma il più delle volte il riscontro dopo i concerti è stato molto positivo.Credo che ci sia un richiamo antico nel suono della lingua dialettale, anche se non si riesce a comprendere del tutto significato delle parole,quel suono ha una capacità evocativa molto forte.
Che cos’e’ ‘La Controra’?
E' una parola tipicamente meridionale;con il termine "La Controra" si usa identificare lo spazio temporale che inizia dopo l'ora di pranzo, intorno alle 13 (al sud si mangia anche più tardi) e finisce intorno alle 16 (ma anche più tardi nei mesi caldi). Una specie di siesta messicana.
Da noi,al sud, soprattutto nelle città piccole, in quel lasso di tempo tutto si ferma, rimane immobile come un fermo immagine.
Ma io credo ad una dimensione più magica della Controra: un momento in cui la mente cessa di essere presa dai pensieri quotidiani e viene catturata dalla fantasia.Per quanto mi riguarda è un momento di forte ispirazione, anche se lo esercito sempre meno.Vivendo a Roma la Controra quì è quasi del tutto assente.
Con l’avvento degli anni 60 la musica popolare Mediterranea divenne out of fashion – furono i Beetles a dominare le classifiche. Considerando che allora, cosi’ come adesso, pochi parlavano inglese, pensi sia importante capire il testo di una canzone? Potra’ un giorno Umberto Sangiovanni e Daunia Orchestra esordire nelle classifiche inglesi?
In passato non ho mai dato molto peso ai testi delle canzoni, giudicavo una bella canzone dall'atmosfera che riesce ad evocare.Ultimamente sono più attento anche ai testi...a volte mi cattura una singola parola, ma anche lì, è il suono di quella parola che ha una magia.Esordire nelle classifiche inglesi?Perchè no,lo prendo come un augurio.
Chi o che cosa e’ stato fondamentale alla tua formazione artistica?
L'ascolto di più di 300 LP in vinile che custodisco gelosamente a casa dei miei genitori giù a Foggia.
Io divoravo musica: parliamo degli anni 80-90 quando i dischi si compravano ed era l'unico modo per ascoltare musica; altrimenti dovevi registrartela su musicassetta:io ascoltavo jazz , rock, fusion cose sconosciute ai più ma consigliate dal negoziante di fiducia.
Quale momento/episodio della tua carriera ritieni sia stato particolarmente gratificante?
Non riesco a vedere un momento in particolare, sicuramente il concerto tenuto in Spagna al festival del jazz di Valladolid è stato di grande soddisfazione.Ho condiviso il palco con maestri internazionali del jazz, un posto stupendo e un accoglienza fantastica. Abbiamo fatto un gran concerto e vedere la fila di persone che venivano a chiedere il cd di DauniaOrchestra mi ha molto gratificato perchè voleva dire che avevamo trasmesso qualcosa e che quel qualcosa le persone volevano conservarlo e riviverlo attraverso il disco.Questa è l'essenza della musica.
Quale il piu’ difficile e come lo hai superato?
Fare il musicista è molto difficile, bisogna superare spesso momenti in cui sei troppo critico con te stesso e non sono pochi.
Che cos’e’ la speranza?
E' un motore dell'esistenza che devi saper gestire:capire quando la speranza si trasforma in illusione è un arte del saper vivere.
Quale libro metterai in valigia per la prossima vacanza? Quale il film al cinema?
Devo sempre finire un libro che mi porto dietro da qualche tempo:"Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta" di Robert M. Pirsig, chissà che riesca a finirlo.
Per il cinema sono incuriosito da Angeli e Demoni.
Quale il prossimo sogno da realizzare?
Da un punto di vista artistico la realizzazione di tanti progetti che ho in mente, ma il vero sogno è poter vedere sempre la mia famiglia felice e serena.
Cosa consiglieresti ai giovani in giro per il mondo?
Di portare sempre con noi il ricordo di un pezzo del cielo della nostra Puglia...un colore indimenticabile!