The Accademia Members Building a Career Support Creative London Pix Events News Contacts Join us
Members

Bookmark and Share

Vincenzo Santoro - autore

Vincenzo Santoro è impegnato da anni nell’organizzazione di iniziative ed eventi sulle musiche e culture popolari del Mezzogiorno. Ha pubblicato numerosi saggi e volumi sulle tradizioni musicali del Salento, tra cui il recente Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina (SquiLibri). È inoltre il coordinatore del progetto dell’ Archivio sonoro della Puglia, in corso di realizzazione presso la Biblioteca nazionale di Bari. Attualmente è responsabile dell’Ufficio Cultura, Sport e Politiche Giovanili dell' Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.


L'Accademia Apulia ha post a Vincenzo Santoro alcune domande:



Vincenzo Santoro - da perito industriale a importante autore della cultura popolare – numerose le pubblicazioni che celebrano canti e suoni antichi. Come nasce la tua passione per la danza e musica popolare?

La mia passione per le musiche e le danze di tradizione nasce paradossalmente fuori dal Salento, a Pisa, durante gli studi universitari, all’inizio degli anni Novanta. Dei miei amici mi accompagnarono nella conoscenza di questo mondo straordinario, che fino ad allora mi era stato completamente ignoto. Subito ne fui completamente conquistato, e cominciai un percorso – molto “appassionato” - di approfondimento che non si è ancora concluso.



Qual è l’aspetto più interessante del tuo lavoro?

Direi innanzitutto la possibilità di venire in contatto con persone meravigliose, che spesso hanno delle storie emozionanti e sono molto contenti di raccontarle. Poi anche il poter lavorare per dare un piccolo contributo al “progresso” della mia terra (almeno questa è la speranza…).



Il tango negli anni ´80, il latino americano nei ´90, e adesso ... la Pizzica. Cultura o moda del momento?

Direi entrambe le cose. Sicuramente il successo della musica salentina di questi ultimi anni rientra nella “moda” più generale della world music. Ma questo non toglie che alla base ci sia un patrimonio culturale importante, che caratterizza il Salento da molti secoli. E anche una importante capacità dei salentini di valorizzare in maniera creativa e moderna questa risorsa “immateriale” della propria storia culturale.



In alcune raffigurazioni del seicento la regione Puglia è raffigurata come una donna la cui veste brulica di ragni. Ai suoi piedi ha flauti, tamburrelli, violini, insomma, gli strumenti musicali per guarire dal morso del ragno. Molte le ricerche etno-antropologico sul tarantismo, della musicoterapia. Che cos’è per te la Taranta, o meglio, come definiresti questa danza a uno spettatore inglese?

Se per “Taranta” intendi la danza del tarantismo, direi che potremmo definirla come un meccanismo rituale per “guarire” dagli effetti della crisi provocata dal morso del ragno (animale che poi nella tradizione sarebbe la “Taranta” in senso proprio). Nella credenza popolare, il veleno di questi ragni faceva cadere gli sfortunati che venivano morsicati in uno stato di prostrazione fisica e psichica, da cui si poteva "guarire" solo attraverso una danza individuale molto ritmata e violenta stimolata dal ritmo della "tarantella", che veniva "somministrata" ai tarantati da orchestrine specializzate, che spesso suonavano per giorni e giorni, finché il "malato" non si riprendeva.
Attenzione però: questa era appunto una credenza popolare, una sorta di suggestione collettiva, anche perché il morso dei ragni reali di Puglia non dava certo questi effetti.
 
Il fenomeno del tarantismo è stato descritto magistralmente da Ernesto de Martino nel suo bellissimo libro del 1961 La terra del rimorso (di cui da poco è stata realizzata anche una traduzione in inglese: The Land of Remorse: A Study of Southern Italian Tarantism. Translated from Italian and annotated by Dorothy Louise Zinn, with a foreword by Vincent Crapanzano. London: Free Association, 2005), che si può consultare per gli approfondimenti del caso.
 

 
Cos’è esattamente la Pizzica?
 
La “Pizzica”, o più propriamente la “Pizzica-pizzica”, era, nel Salento contadino, la musica che accompagnava la danza della festa (che si eseguiva in coppia) ma che veniva usata anche nel rituale terapeutico del tarantismo. Attenzione però a non confondere le due danze (in molti lo fanno): nel tarantismo c’è la danza solitaria di un tarantato o di una tarantata, che esegue un rituale vero e proprio, mente la danza della festa è appunto ludica e rilassata, ed eseguita in coppia.
 
 

E la ‘Neo-Pizzica’?

 
Questa espressione starebbe ad indicare un modo più “contemporaneo” di interpretare la “pizzica-pizzica”, che si è diffuso nel Salento negli ultimi quindici anni. Questa danza innovata recupera alcuni aspetti della danza tradizionale, ma la modifica drasticamente, attraverso l’enfatizzazione degli ammiccamenti sessuali e della pantomima del corteggiamento amoroso, una certa stilizzazione, il mescolamento con elementi di altre danze tradizionali (flamenco, danze dei dervisci ecc) e l’invenzione di una serie di nuovi passi più “acrobatici” e così via.
 
 

La pizzica salentina ha visitato anche Pechino, ci sono progetti di portare la Notte della Taranta un po’ più vicino a casa, a Londra?

 
Direi che l’Ensemble della Notte della Taranta, in quanto gruppo musicale a tutti gli effetti, va a suonare dove lo chiamano, per cui… attendiamo proposte!
 
 


Qual è stato il momento più gratificante della tua carriera/vita?

 
Diciamo che quando è venuto alla luce il mio ultimo libro, Il ritorno della taranta, per me è stata una grande soddisfazione anche perché mi è sembrato in qualche modo di aver saldato un debito con la mia terra, raccontandone un pezzo di storia.
 
 

Quale il più difficile e come lo hai superato?

 
Certamente la morte di mio padre, quando ero molto più giovane. Di questi avvenimenti purtroppo riusciamo a farcene una ragione con molta difficoltà e con l’aiuto delle persone che ci sono veramente vicine.
 
 

Che cos’è la speranza?

 
Mah… forse semplicemente qualcosa che ci aiuta a superare i momenti di difficoltà.
 
 

Esiste la perfezione?

 
Non per gli uomini.
 
 

Quale il prossimo sogno da realizzare?

 
Staremo a vedere, di cose da fare penso di averne parecchie!
 
 

Quale il tuo messaggio per i giovani che sono in giro per il mondo in cerca di affermazione?

 
Investire sui propri talenti, non perdersi d’animo ed essere curiosi della diversità.
 
 
 

Principali pubblicazioni

Vincenzo Santoro (a cura di)

Don Tonino Bello, Manifesto di Pace, Manni editore 1999
 
Vincenzo Santoro

Tradizione e modernità della pizzica salentina, in AA VV, Tarantismo e neotarantismo, Besa editore, Nardò (Lecce), 2001
 
Vincenzo Santoro e Sergio Torsello (a cura di)

Il ritmo meridiano. La pizzica e le identità danzanti del Salento, edizioni Aramirè, Lecce 2002


 
Vincenzo Santoro e Sergio Torsello (a cura di)

Tabacco e tabacchine nella memoria storica. Una ricerca di storia orale a Tricase e nel Salento, Manni editore, Lecce 2002


 
Alessando D´Elia, Salvatore Leopizzi, Vincenzo Santoro, Sergio Torsello, Donato Valli, Nichi Vendola (a cura di)

La teologia degli oppressi. Antologia di scritti e interventi di don Tonino Bello, Manni editore, Lecce 2003


 
Sergio Torsello - Vincenzo Santoro

Il progetto Il ritmo meridiano, in Note di storia e cultura salentina, Argo, Lecce 2003


 
Roberto Raheli, Vincenzo Santoro, Sergio Torsello (a cura di)

Uccio Aloisi. I colori della terra. Canti e racconti di un musicista popolare, Edizioni Aramirè, Lecce 2004


 
Roberto Raheli, Vincenzo Santoro (a cura di)

Il Salento di Giovanna Marini
cd doppio, Edizioni Aramirè, Lecce 2004


 
Vincenzo Santoro

Il Salento di Giovanna Marini, in AA VV, Melissi, Besa Editore, Nardò (Lecce) 2004
 
Vincenzo Santoro

Identità, memoria, territorio, in Atti dell´Incontro nazionale ecomusei, Biella 9-12 ottobre 2003, Eventi e Progetti Editore, Biella 2004
 
Vincenzo Santoro

Il "movimento della pizzica" e la politica delle istituzioni locali, in AA VV, Melissi, n. 10/11 Besa Editore, Nardò (Lecce) 2005
 
Vincenzo Santoro, Sergio Torsello (a cura di)

Il Salento levantino. Memoria e racconto del tabacco a Tricase e in Terra d´Otranto, Edizioni Aramirè, Lecce 2005
 
Vincenzo Santoro

La rivolta delle tabacchine di Tricase del 1935, in AA VV, Memorie di «classe». Lavorare a scuola con le fonti orali per leggere il mondo contemporaneo, Massari Editore 2005, Atti del convegno nazionale “Memorie di classe. Le fonti orali nella storia”, Roma 14-15 marzo 2003
 
Vincenzo Santoro

Rina Durante, militante culturale, in Folk Bulletin n. 412, luglio-agosto 2005
 
Vincenzo Santoro

La ricerca del Salento perduto. Intervista a Brizio Montinaro, in AA VV, Melissi, n. 12/13 Besa Editore, Nardò (Lecce) 2006
 
Vincenzo Santoro

Il balletto intorno al patrimonio, in AA VV, Melissi, n. 14/15 Besa Editore, Nardò (Lecce) 2007
 
Vincenzo Santoro

Il progetto "GiovaniLibri" per promuovere la lettura, in "Economia della cultura", n. 1, marzo 2008, pp. 109-114, Il Mulino, Bologna
Vincenzo Santoro

Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina, libro+ cd audio, Squilibri editore, Roma 2009


 


 

 

« back

Cerca
© 2012 Accademia Apulia - all rights reserved
web dev logovia