Un'intervista con Erhan Uçar - finalista di AAPA 2011
Erhan Uçar è un fotografo che ha sede in Italia ed Istanbul. Ha iniziato a scattare foto in tenera età, la fotografia è la sua passione ed il suo modo di esprimersi. Ha partecipato a numerosi concorsi nazionali ed internazionali, ha inoltre partecipato a mostre collettive, mostre personali e slide shows. Ha ricevuto riconoscimenti internazionali ed è stato membro di giurie di concorsi fotografici italiani e turchi. Attualmente, lavora per diverse organizzazioni con sede in Turchia.
L'essere umano è l'elemento principale della sua fotografia in cui le persone svolgono un ruolo di primo piano. In tutti i libri sacri l'essere umano ha il ruolo principale. Tutto inizia con l’essere umano e con l’essere finisce. Ecco perché le persone sono il centro della sua fotografia.
Accademia Apulia has asked Erhan Uçar a few questions:
How did you first get into photography?
Dopo aver superato gli esami di scuola elementare, mio padre mi regalò la mia prima macchina fotografica, era una Zenit. Da quel momento in poi, la fotocamera e’ stata sempre con me e parte di me.
What kind of equipment do you use?
Io uso una Canon 5D Mark II con lenti diverse ed una selezione di filtri.
What’s the most challenging aspect of your profession?
I think that photography is a challenge of soul. Spontaneity and capturing the emotions, these are my targets.
Penso che la fotografia sia una sfida dell’anima. Spontaneità e cattura delle emozioni, questi sono i miei obiettivi.
Per Accademia Apulia Photography Award 2011 ha presentato un saggio sulle tribù nomadi dei Sarıkeçililer. Cosa ha motivato questo lavoro?
I Sarıkeçililer, una delle ultime tribù nomadi dell'Anatolia, diventeranno presto stanziali. I tempi e i modi per l'abbandono di uno stile di vita secolare saranno decisi dai contatti tra il governo turco e i leader della comunità. Per oltre mille anni i nomadi hanno guidato le loro greggi di capre e i loro cammelli per l'Anatolia. Le loro pratiche migratorie millenaria sono giunte al termine. Essi sono discendenti di una antica tradizione, cultura ed esperienza. Ho voluto documentare la storia di questi nomadi dell'Anatolia. Per questo motivo, nel 2008 e 2009, ho visitato e vissuto con un gruppo Sarıkeçililer nelle Montagne Toros, sperimentando il loro modo di vita. Ho effettuato un reportage sui Sarıkeçililer dall'alba al tramonto che raffigura la loro vita sociale durante il viaggio nomade dal centro al sud dell'Anatolia. Ho voluto illustrare le loro tradizioni e il loro patrimonio culturale oggi in pericolo di estinzione, ma soprattutto mi interessava esplorare i loro sentimenti e il disagio di essere un gruppo nomade di fronte alla sfida di cambiare stile di vita in modo permanente. Il conflitto di vivere in bilico tra tradizione e modernità.
Qual è stato il momento più gratificante della sua carriera fino ad oggi?
In generale, ogni volta che supero i miei limiti. Naturalmente, la mia prima mostra personale in Italia è stato un momento davvero emozionante per me.
In qualita’ di narratore visivo, cosa cerca in termini di temi / luoghi?
Per me e’ importante seguire il soggetto nella sua vita quotidiana fino a quando la mia presenza e’ dimenticata e allora colgo la sua spontaneità. Mi piace essere nel flusso degli eventi e catturare il momento magico.
Le sue opere esprimono compassione ed empatia per le persone e le situazioni documentate dalla fotocamera. Come osservatore e testimone, come gestisce i confini tra dello spazio personale, e i soggetti lasciati alle spalle?
E' molto difficile gestire le emozioni, tutti i tipi di emozione che mi colpiscono quando scatto una foto. Esiste un legame percettivo tra me e il soggetto che consente uno scambio profondo tra noi. A volte non mi è possibile scattare fotografie perché sono sopraffatto dalle emozioni.
C'è un fotografo passato / presente che ammira particolarmente?
Sebastiao Salgado perché è sempre al posto giusto nel momento giusto per catturare gli avvenimenti. Ovviamente, il suo livello tecnico è molto alto e lui domina la luce così abilmente che non posso non ammirarlo. In Turchia ci sono molti fotografi che amo, ma nella mia professione vedo come maestri della fotografia Isa Çelik e Cerkes Karadag perché usano l'arte fotografia come forma di linguaggio unica ed originale.
Su cosa stai lavorando al momento?
In realtà, sto lavorando su diversi progetti, in particolare in Turchia mi occupo di un antico sport nazionale "Yağlı güreş”, “Wrestling Oil" si tratta di un antica tradizione sportiva che si tiene in Tracia dal 1362. Mi occupo ancora dei migranti dell’Anatolia. In Italia sto lavorando sulla diversità culturale e la migrazione, per porre in parallelo questi fenomeni sociali in paesi diversi come la Turchia e Italia.
Qual e’ il suo prossimo sogno?
Vorrei scattare immagini di un mondo che vive la pace
Quale suggerimento ha per aspiranti fotografi?
Imparate le tecniche di base della fotografia. Portate con voi la macchina fotografica e fotografate quanto vi porta a conoscere la vostra anima, poi quella altrui. La vostra vera vocazione fotografica emergera’ cosi’ pontaneamente. Ricordate, inoltre, la fotografia non può risolvere i problemi el mondo, ma certamente crea consapevolezza.
www.erhanucar.com
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